Maria Luisa Pozzi - MioDottore.it

Allergia al Nickel: Segni e Sintomi da Conoscere

Allergia al Nickel: Segni e Sintomi da Conoscere

Come individuare prontamente l’allergia al nickel

Nel momento in cui sorge il dubbio di stare sviluppando una allergia, si rivela indispensabile agire il prima possibile, onde evitare di peggiorare la situazione. Ciò vale a maggior ragione per le reazioni allergiche collegate agli elementi più diffusi, come ad esempio il nickel, che si trova in molti oggetti di uso quotidiano, tra i quali sono compresi non solo oggetti come anelli e orecchini, ma anche altri elementi metallici, bensì anche nelle formulazioni cosmetiche.

All’interno di questo approfondimento avrai modo di scoprire quali sono i principali sintomi che dovrebbero destare la tua attenzione, nonché alcuni suggerimenti utili per risolvere la situazione in maniera ottimale.

Come si sviluppa un’allergia al nickel?

L’allergia al nickel costituisce una reazione estrema da parte del sistema immunitario nei confronti di una sostanza che viene percepita non solo come estranea, bensì anche pericolosa.

La grande diffusione del nickel negli oggetti di uso quotidiano, soprattutto in quelli che vengono maggiormente a contatto con la pelle, può essere spesso tra le cause che portano alla comparsa e al rafforzamento dell’allergia. Il contatto con il nickel è dunque l’atto responsabile della comparsa dei sintomi, i quali possono manifestarsi a qualsiasi età, ma tendono sempre a farlo a seguito di un’esposizione ripetuta oppure prolungata nel tempo.

Gli oggetti che contengono nickel sono davvero numerosi, basti pensare ad esempio a orecchini e orologi, ma anche alle chiavi e alle superfici con le quali potresti venire spesso a contatto durante la routine di tutti i giorni. Oltre a essere presente all’interno di elementi metallici, il nickel si trova all’interno di molte formulazioni per l’opzione di detergenti e dei prodotti per il make-up.

Per questo motivo sono sempre più numerose le aziende che hanno iniziato a specificare l’assenza di nickel come un elemento importante da comunicare al consumatore prima dell’acquisto. Nonostante esistano delle metodologie per ridurre il disagio provocato dai sintomi, è fondamentale notare che quando l’allergia compare molto probabilmente non potrà poi essere eliminata del tutto.

Quali sono i principali segni della comparsa dell’allergia al nickel?

La dermatite da contatto si manifesta con eruzioni cutanee di varia entità, che molto spesso provocano fastidiose sensazioni di prurito. Gli altri sintomi non collegati alla dermatite possono manifestarsi a livello gastrointestinale, con dolori all’addome e afte in bocca, così come urinari, con bruciore e cistiti e infine ginecologici con perdite. Inoltre, l’allergia può produrre una sensazione di stanchezza generale non ben identificata.

Pur non esistendo una linea generale valida per tutti i soggetti, tali sintomi tendono a comparire al massimo entro i due giorni successivi all’esposizione. Qualora non vengano correttamente identificati, nei casi peggiori possono prolungarsi anche molto a lungo, soprattutto se la causa non viene individuata e l’esposizione si ripete. Gli sfoghi cutanei possono essere circoscritti alle zone che sono venute maggiormente a contatto con il metallo, quindi ad esempio nel caso dei detergenti la pelle del viso. Tuttavia, sempre più spesso accade che la dermatite tenda ad estendersi anche ad altre zone del corpo. In concomitanza con la sensazione di prurito, la cute può assumere un colore rossastro e seccarsi.

Nelle situazioni caratterizzate da maggiore severità, quelle che appaiono come bruciature potrebbero infiammarsi e espellere un liquido, in presenza di un quadro ormonale complesso.

Cosa fare quando compaiono i sintomi da allergia al nickel?

Quando lo sfogo cutaneo fa la sua prima comparsa è fondamentale contattare uno specialista, che si adopera immediatamente per effettuare una corretta diagnosi e soprattutto per individuare la terapia ottimale per risolvere la problematica.

Non è assolutamente consigliabile agire con strategie fai da te oppure limitarsi a ridurre l’utilizzo di oggetti in nickel, per quanto quest’ultimo passaggio sia comunque consigliato, perché ogni paziente presenta delle peculiarità che devono essere analizzate da un professionista.

Oltre ad effettuare il test del patch con il nickel e procedere poi alla valutazione minuziosa dei dati, il dermatologo si occupa di studiare una terapia che può includere diversi elementi. Dalle tradizionali creme a base di cortisone fino agli antistaminici e in alcuni casi alla fototerapia: a seconda della specifica situazione il giusto mix può essere composto da soluzioni applicabili a livello topico, così come da medicinali da assumere invece per via orale.

Per individuare in maniera inequivocabile un’eventuale allergia al nickel, pur ai primi stadi, è molto importante agire dunque in modo tempestivo.

Se sospetti di aver sviluppato un’allergia al nickel, non esitare a contattarmi, così che possa aiutarti in modo concreto a risolvere il problema in modo rapido ed efficace.