Maria Luisa Pozzi - MioDottore.it

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Cheratosi: le diverse tipologie e i rimedi per affrontarla

Cheratosi: le diverse tipologie e i rimedi per affrontarla

La cheratosi riguarda un’alterazione della pelle, a livello patologico, ed è generalmente caratterizzata da un ispessimento della cute che assume forma irregolare, dal colore marrone-grigiastro; ci sono dei casi, poi, in cui questo fenomeno si manifesta tramite verruche, con una superficie desquamante e arrossata.

Le differenti tipologie di cheratosi

Sostanzialmente esistono tre differenti tipi di cheratosi della pelle:

  • la cheratosi seborroica, ovvero riguardante le formazioni benigne che variano in base alla forma e al colore e che compaiono specialmente sul volto e sul tronco;
  • la cheratosi attinica o solare, che si manifesta con lesioni in rilievo nella cute; tale fenomeno coinvolge soprattutto quelle persone dalla carnagione chiara, con capelli chiari e occhi azzurri e si localizzano per lo più nel volto, sul décolletée e sul dorso delle mani;
  • la cheratosi pilare, innocua e riguardante le alterazioni della pelle come foruncoli o ispessimenti di vario tipo su braccia, cosce, guance e glutei.

Vediamo qui di seguito, nello specifico, quali sono le cause e i rimedi per ciascuna di queste tipologie di cheratosi.

Cheratosi seborroica

Anche se la cheratosi seborroica della pelle è da considerare una forma tumorale, essa è totalmente benigna; le macchie che compaiono, solitamente, sono in rilievo e tendono a diventare secche, per poi staccarsi completamente.

Sono soprattutto le persone di età avanzata ad essere maggiormente soggette a questa particolare tipologia di alterazione della pelle e i sintomi non sono particolarmente fastidiosi, a meno che queste piccole lesioni non si concentrino su determinate zone che possano dare luogo a prurito o sanguinamento.

Fortunatamente la cheratosi seborroica non è né infettiva e né contagiosa; le cause della cheratosi seborroica possono essere dovute a condizioni di genetica e familiarità, all’età avanzata, ad alterazioni ormonali (specie nelle donne che sono in procinto di entrare in menopausa) o ad esposizioni solari troppo prolungate.

Nel momento in cui ci si accorge di avere queste piccole lesioni della pelle è opportuno recarsi dal proprio dermatologo per ricevere la giusta diagnosi e la relativa cura che, normalmente, non prevede l’asportazione, tranne nei casi in cui tali formazioni comportino parecchio fastidio o che si trovino in zone soggette a sfregamento.

cheratosi-seborroica

Cheratosi attinica

La cheratosi attinica o cheratosi solare è dovuta agli effetti trasmessi da una costante e prolungata esposizione solare; questo fenomeno appare soprattutto dopo i 40 anni e si presenta come una piccola placca ricoperta da croste rossastre.

Le zone in cui queste lesioni compaiono maggiormente riguardano tutte quelle parti del corpo che sono più esposte al sole, come viso, spalle, collo, labbra e così via.

Questa tipologia di cheratosi provoca generalmente fastidio e prurito e si manifesta soprattutto nelle persone con carnagione chiara, capelli biondi e occhi chiari.

Chi fa uso di lampade abbronzanti, si espone costantemente al sole, pratica sport all’aperto o ha soggiornato in paesi tropicali, può essere maggiormente soggetto a questo tipo di fenomeno.

Molto importante, in questi casi, è una buona prevenzione che può aiutare ad evitare forme tumorali maligne.

Occorrerà, dunque, esporsi al sole in orari consoni e in maniera responsabile, proteggendosi con cappelli e creme solari e segnalare immediatamente al proprio dermatologo ogni tipo di escrescenza, protuberanza o lentiggini.

Nel caso in cui lo specialista dovesse riconoscere tale patologia, potrà effettuare una biopsia per sincerarsi che la lesione non sia arrivata già a uno stato tumorale maligno.

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Cheratosi pilare

Tra le varie tipologie di cheratosi, la cheratosi pilare è sicuramente la più diffusa e può colpire sia bimbi che adulti.

Le zone maggiormente interessate da questo disturbo cutaneo sono le cosce, le braccia e, per i bambini, le guance e le tempie.

Anche se si tratta di fenomeni antiestetici, non destano particolare allarme in quanto non sono né pericolosi e né contagiosi. Essi si presentano sotto forma di puntini ruvidi e non comportano fastidi o pruriti di alcun genere.

Le cause che provocano la cheratosi pilare non sono ancora conosciute, ma il dermatologo è comunque in grado di rilevarne la presenza, tramite apposite visite specialistiche.

Non esiste una cura vera e propria per queste formazioni cutanee, che solitamente emergono nei periodi freddi dell’anno, per poi attenuarsi nei mesi più caldi. Generalmente questo fenomeno scompare da solo, soprattutto con l’avanzare dell’età.

cheratosi pilare

Rimedi contro la cheratosi della pelle

Esistono differenti tipi di terapie per combattere le cheratosi della pelle.

Grazie alla crioterapia, sulle macchie cutanee viene spruzzato azoto liquido portando alla formazione di piccole bollicine; dopo alcuni giorni dal trattamento si staccano e cadono, eliminando in questo modo le cheratosi della pelle.

Possiamo successivamente intervenire su una cheratosi di tipo seborroica tramite la diatermocoagulazione nota anche come elettrocoagulazione; si tratta di utilizzare un elettrobisturi che genera corrente elettrica ad alta frequenza, taglia e cicatrizza l’epidermide, eliminando in questo modo la cheratosi.

La terapia con il laser permette di ottenere risultati soddisfacenti. Viene utilizzata soprattutto sulle lesioni localizzate sul volto o sul cuoio capelluto.

Questo tipo di terapia è la più indicata in quanto colpisce in maniera mirata le formazioni, senza provocare alcun danno al tessuto circostante.

Il laser CO2 genera il surriscaldamento della lesione grazie ad un raggio ad anidride carbonica che porta ad ebollizione il contenuto acquoso delle cellule, facendole esplodere selettivamente.

Spesso, non serve nemmeno ricorrere all’anestesia locale durante il trattamento. Inoltre, il laser non lascia cicatrici o segni particolarmente visibili sulla cute.

 

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