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Rimozione tatuaggi con il laser: oggi si può!

Rimozione tatuaggi con il laser: oggi si può!

È possibile rimuovere del tutto i tatuaggi? In cosa consiste il trattamento? Quanto dolore provoca il trattamento di rimozione? Cos’è la sindrome del tatuaggio fantasma? In questo articolo cercheremo di dare una risposta a tutti i quesiti in maniera tale da chiarire le idee a tutti coloro che sono intenzionati a rimuovere un tatuaggio.

 

Tatuaggi: è possibile rimuoverli del tutto?

Indipendentemente dalle loro caratteristiche, al giorno d’oggi è possibile rimuovere completamente e senza lasciare alcun segno tutti i tatuaggi, ciò grazie alla tecnologia messa a disposizione. Ovviamente esistono fattori che contribuiscono a rendere più o meno complicata la cancellazione di un tatuaggio, tra questi la sua estensione. Per fare un esempio, la rimozione di un tatuaggio risulta più agevole nella zona del tronco mentre man mano che ci si sposta verso la periferia degli arti il grado di difficoltà aumenta. Un’altro fattore molto importante è il colore.

Nel caso di tatuaggi monocromatici, marrone o nero, caratterizzati da sole ombreggiature o composti unicamente da punti, sono rimovibile in meno sedute. I colori invece come il verde, il celeste e sopratutto il bianco sono più ardui da rimuovere e pertanto necessitano di più sedute. Nel caso dei colori cosmetici è necessario innanzitutto far passare il colore dalla sua tonalità originaria al marrone o al nero, e successivamente avanzare con il trattamento.

Il tempo che intercorre tra le due sedute deve essere di almeno due mesi, durante tale periodo il paziente sarà costretto ad andare in giro con il tatuaggio marrone o nero qualsiasi sia il posto dove esso si trovi. La problematica attuale è che, venendo tolti in numerose modalità e forme (come ad esempio la rimozione chirurgica e la termoabrasione), gli stessi tatuaggi rimossi lasciano cicatrici ben visibili. Al fine di avere un buon risultato è importante affidarsi a un professionista che sia dotato dotato di laser ultramoderni e che sopratutto si preoccupi della manutenzione sia ordinaria che straordinaria della strumentazione.

 

In cosa consiste il trattamento

Le tipologie di laser adottati per la rimozione dei tatuaggi sono sostanzialmente due: il laser Q-Switched (di circa trent’anni fa) e il laser a picosecondi (uscito solo due anni fa).

L’energia sprigionata dall’onda elettromagnetica prodotta dal laser urta sulla cute e produce un effetto fotomeccanico che porta alla frantumazione del colore. Sono le “cellule spazzine” del corpo a far si che il tatuaggio venga rimosso, questi microfagi vengono messi in azione per “ripulire” la cute. La ripetizione del trattamento deve avvenire con almeno due mesi di distanza dal primo, non prima.

Maggiore è la distanza che intercorre tra le due sedute e più efficaci saranno i risultati. Il numero di sedute utili a rimuovere totalmente il tatuaggio variano però in base a diversi fattori: la posizione, se esso è policromatico o monocromatico, se è formato da punti o linee, se è stato soggetto a ripasso.

Alla fine di ogni seduta è necessario portare una medicazione (crema lenitiva e unguento) per almeno una settimana. Per i primi due giorni è inoltre necessario raffreddare la zona con una borsa del ghiaccio e prendere un antibiotico. Fondamentale è in questo periodo non scorticare la zona esposta a trattamento. L’epidermide, a seguito dell’energia sprigionata durante la frantumazione del colore, si solleva e ricopre il ruolo di medicazione biologica. Per questo motivo è bene non graffiare la zona trattata.

 

Il trattamento di rimozione è doloroso?

Senza giri di parole, il trattamento laser può essere doloroso, anche se ovviamente dipende sempre da persona a persona. Dal momento che rimuovere un tatuaggio non è semplice è normale che il processo possa essere doloroso. Grazie ai laser più all’avanguardia l’ effetto è paragonabile a una scossa elettrica lieve.

 

La sindrome del tatuaggio fantasma

Si sente parlare spesso di questa sindrome, ovvero di quei tatuaggi che una volta rimossi tendono a far rimanere sulla pelle un’ombra (per questo il nome sindrome del tatuaggio fantasma).

Bisogna però capire cosa si intende per tale sindrome, se si fa riferimento a cicatrici al cui centro rimane incorporato del colore, allora si ha un fantasma che non è più possibile togliere. Ciò avveniva in passato, con la strumentazione odierna il problema non si pone. Il fantasma non va confuso con il tatuaggio che è in procinto di sparire. Esso infatti andrà via trascorso un pò di tempo (nei casi estremi anche un paio d’anni).

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